L'opera di Jacob Obrecht è quela tra i propri contemporanei, che più d'ogni altra è lontana dal nostro gusto attuale; coscienti di non allontanarci troppo dalla verità, potremmo definire astratta la sua straordinaria arte, arte che rappresenta uno dei più ricchi e affascinanti "rami secchi" della storia della musica. La Missa Sub tuum præsidium è una delle conquiste più alte di Obrecht: il numero della voci che aumenta ad ogni parte dell'Ordinarium, dalle tre del Kyrie alle sette dell'Agnus Dei, così come aumentano i canti fermi mariani che interpolano i testi canonici delle parti fisse della messa; l'ascoltatore e l'esecutore coinvolti in una sensazione di musica pura, quasi mesmerica. Bellissimi anche i mottetti che accompagnano la messa, tra i quali il luminoso e stellare Salve Regina a sei voci.

