Sibilla scrive su foglie la propria profezia, ma ancora più spesso la enuncia attraverso un canto estatico che muove dalla profondità della terra per aprire gli occhi e le menti del genere umano. Orlando di Lasso musicò i loro vaticini nelle Prophetiæ Sibyllarum, attraverso una scrittura cromatica criptica, che potesse restituire almeno in parte lo straniamento e la malìa generate da queste figure senz'ombra. De labyrintho esegue queste tredici miniature musicali in due diversi programmi: accompagnandole con due Magnificat dello stesso Lasso tratti da mottetti di Josquin Desprez oppure facendo di esse la colonna portante di uno spettacolo particolare che vede l'esecuzione di tre antifone di Hildegard von Bingen (definita la Sibilla del Reno) e la performance di una attrice che recita, canta e grida quattro profezie scritte seguendo le tradizioni ebraica, greco - pagana, ermetica e gnostica che erano presenti e fiorivano nel bacino del mediterraneo nei primi secoli dell'Era Moderna.

