Da anni uno dei miei pensieri fissi musicali: le Prophetiae Sibyllarum di Lasso. La decisione di affiancare il ciclo sibillino, i cui testi profetizzano la venuta di un Salvatore, a musiche lassiane che completino il percorso, passando per l'attesa (il Magnificat) e giungendo alla nativitá (il Proprio Puer natus est e la lectio evangelica In principio erat Verbum, tratti dalla liturgia del mattino di Natale). Due giorni intensi di registrazione (i pochi calciofili osservino le date in cui si é svolta e perdonino un certo entusiasmo sonoro. . . ) nella bella chiesa di Zugliano, dove ventisei anni prima dirigevo il coro. Due giorni di grande unitá e intensa compartecipazione, nel calore del mese del solleone. Per finire, la sessione di foto per la copertina (sempre grazie ad Alessandro Lucca, fotografo ed Eleonora Meneghin, Sibilla), svolta in agosto nelle fredde acque mattutine del torrente Astico ad Arsiero, nell'alta provincia vicentina. Foto che raccontano Sibilla nel luogo della profezia; Sibilla che lascia il suo vaticinio su una foglia affidandolo all'acqua; la sua immagine che si smaterializza per lasciar posto ad un nuovo mondo; il Nuovo Sole che trafigge le nuvole e l'oscuritá per riflettersi nella stessa acqua del vaticinio. Perché Sibilla non cesserá mai, comunque, d'essere la voce della terra. Non cesserá mai di mettere in guardia l'uomo da sé stesso.
W.T.

Disco bellissimo. Di quelli da ascoltare per farsi catturare da cose che non sono di questo mondo. Voci incantatorie, di purezza trasparente eppure drammatiche, che sanno trattenere il tempo, evocare la malía e il rapimento estatico. Amadeus, I
De labyrintho si conferma, un disco dopo l'altro, tra i migliori ensemble dediti alla polifonia del Rinascimento. Le Prophetiae Sibyllarum sono un coacervo di complicazioni cromatiche la cui trasparenza sonora solo in questo disco appare talmente precisa. Classic Voice, I
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Le profezie che ascolti, messe in musica in modo cromatico, sono quelle con le quali un tempo le dodici sibille cantarono, con bocca che non ha paura, i segreti della nostra salvezza. Col finire dell´epoca arcaica, le Sibille divennero parte della struttura divinatoria istituzionale, come ci ricordano la Pizia di Delfi o gli Oracoli Sibillini romani; da folla che furono, nel I sec. d.c. Marco Varrone le ridusse, elencandole, a dieci, seguiacute;to nei secoli successivi da Lattanzio, da Agostino d´Ippona, da Isidoro di Siviglia e da Rabano Mauro.
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Zugliano (VI) Chiesa di S. Maria e S. Zenone 10 - 11 luglio 2006
Tecnico del suono Marco Taio
Supervisione artistica Daniele Cernuto
Editing Marco Taio e Walter Testolin

