Secondo disco per Stradivarius. Un programma basato sulle simbologie numeriche e testuali nelle opere di Josquin: stupore per quanto umano calore e quanta espressivitá si possano ricavare da costruzioni basate su puri concetti. La seconda parte del disco, chiamata Scala Caelestis, é composta da cinque mottetti posti in modo da costituire con i loro incipit una scala, i cui cinque scalini a loro volta simboleggiano le età mariane: Alma redemptoris in fa, Illibata in sol, Benedicta es in la, Ut Phoebi radiis in si b, Inviolata in do. Ovviamente nessuno se n'é accorto (bontá loro, neanche i critici piu attenti all'esatta esposizione del ritmo dattilico). La copertina é il primissimo piano di un uovo, simbolo per i simboli. La foto richiama lo scudo di Anfiarao, l'eroe-mago che in Eschilo si presenta sotto le mura di Tebe non con uno scudo ornato, come quello degli altri sei eroi, ma con uno scudo bianco, privo di simboli, a sua volta del contenuto di tutti gli altri scudi simbolo.
W.T.

L'intensitá, l'ispirazione, la toccante partecipazione, la chiarezza cristallina, la seduzione di alcuni passaggi, il fulgore di altri, i momenti rarefatti, quelli dove invece si assapora quasi voluto il persistere di certe sonoritá di evocazione medievale fanno di questo cd un titolo di riferimento. Amadeus, I
Il est difficile d'imaginer une meilleure interprétation de la Missa Gaudeamus. Goldberg, F-E
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Quando apparve, il 27 febbraio 1502, nello storico Misse Josquin edito a Venezia da Ottaviano Petrucci, la Missa Gaudeamus era stata composta da diversi anni. É difficile oggi stabilire con precisione a quando risalisse la stesura dell´opera e nemmeno é cosi chiaro quale fosse la destinazione liturgica e di conseguenza il suo significato profondo. L´analisi dello stile, delle fonti e dell´iconografia puo aiutare a collocarne nel tempo e nei luoghi la composizione, ma é solo grazie agli studi compiuti su di essa da Willem Elders, che sono venuti alla luce lo straordinario piano costruttivo e l´indirizzo salvifico della messa...
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Vicenza, Oratorio del Gonfalone
tecnico del suono Marco Taio
supervisione artistica Antonio Scavuzzo (Messa), Daniele Cernuto (mottetti)
editing Marco Taio, Walter Testolin

