Nadia Caristi, Laura Fabris, Bronislawa Falinska, Alessandro Carmignani, Paolo Costa, Luciano Bonci, Gianluca Ferrarini, Fabio Furnari, Marco Scavazza, Enrico Bava, Walter Testolin
e:
Elena Bertuzzi, Lia Serafini, Anna Simboli, Ulrike Wurdak, Raffaele Giordani, Renato Grotto, Makoto Sakurada, Mauro Borgioni, Matteo Bellotto, Davide Benetti, Garrick Comeaux, Marcello Vargetto
De labyrintho - nome ripreso dall'omonimo opuscolo di Johannes Stabius del 1510, dedicato al simbolo archetipico che rappresenta il percorso dell'uomo nella ricerca del proprio essere e la coscienza del destino di ciclico ritorno - è nato nel 2001 dalla volontà di Walter Testolin di radunare attorno a sé alcune dei più dotati e sensibili interpreti italiani di musica vocale pre-classica con l'obiettivo di dar corpo sonoro alle proprie convinzioni su come restituire il fascino inarrivabile del repertorio rinascimentale e come promuovere la conoscenza dell'immenso retroterra culturale che fu alla base di una delle più felici stagioni della creatività umana. Fin dall'inizio parte preponderante del lavoro è stata dedicata all'opera straordinaria di Josquin Desprez.
Dai primi momenti studio, pratica, filologia, trattati, buona e corretta pronuncia del testo, rispetto della metrica, retorica testuale e musicale sono apparsi, per una buona esecuzione di questo repertorio, aspetti importanti, ma non sufficienti: fondamentale nelle scelte interpretative di De labyrintho è stato comprendere che questa musica richiede d'esser vissuta totalmente, senza mediazioni e che le parole cantate richiedono partecipazione reale e assoluta: senza uno solo di questi elementi, di questa musica si sarebbero riproposte magari le ossa e la carne, ma di certo non l'anima. Determinante è stato concepire la Musica come linguaggio superiore e come risultato quintessenziale di suono, parola, pensiero e simbolo.
De labyrintho debutta così il 10 agosto del 2001 nell'eremo di Fonte Avellana in provincia di Pesaro, con un concerto, costruito intorno alla Missa Pange lingua e ai mottetti sulla Passione di Josquin, la cui registrazione verrà pubblicata nel 2005 da E lucevan le stelle nel cd Circumdederunt me, accolto da riviste musicali italiane e portoghesi come "la più rapinosa esecuzione di musica polifonica degli ultimi tempi" e finirà nella cinquina dei finalisti del Premio Amadeus 2006.
Nel marzo 2003 De labyrintho registra a Vicenza nell'Oratorio del Gonfalone il suo primo cd ufficiale: è un disco edicato all'opera composta da Josquin per la corte estense di Ferrara e comprende la Missa Hercules dux Ferrariæ, il Miserere e i mottetti Virgo salutiferi e Salve regina a 5 voci. Il disco viene pubblicato da Stradivarius nel maggio del 2004 e dalla rivista musicale Amadeus nel giugno del 2005; grazie alla forte tiratura della rivista, il primo disco di De labyrintho sarà uno dei dischi dedicati a Josquin più venduti di sempre. La famosa rivista musicale inglese The Gramophone recensendolo scrive: "A striking debut for a young italian ensemble that puts the bar very high. This ensemble is one to watch for: its blend is full and focused, yet softly rounded" e il quotidiano statunitense The Pittsburgh Post Gazette scrive "Their liquid voices pour out the music in a patient, heavenly flow". Le riviste italiane Amadeus e CD Classics lo premiano rispettivamente con 5 stelle e 10. A fine 2004 Musiche per Ercole I d'Este verrà premiato da Gramophone con il Gramophone Critic's Choice e riceverà la menzione d'onore nei migliori dischi dell'anno nel sito web americano medieval.org.
Nel frattempo De labyrintho viene invitato al Festival Monteverdi di Cremona e due volte a Musica e Poesia a San Maurizio a Milano e alla prima delle sue tre presenze al Festival Cantar Lontano di Ancona.
Nel novembre 2005 esce Musica Symbolica, disco dedicato alle opere di Josquin composte con criteri simbolici, tra le quali spicca la bellissima Missa Gaudeamus, capolavoro del geniale musicista. Il disco riceve ottime recensioni, e viene premiato con i 5 Diapason dall'omonina rivista francese, le 4 stelle di Le Monde de la Musique, 4 stelle Goldberg (che scrive "Il est difficil d'imaginer une meilleur execution de la Missa Gaudeamus"), 5 stelle Classics Voice, Disco Raccomandato dall'americano All Music Guide e dallo spagnolo CD Compact, oltre alla menzione nei migliori dischi dell'anno da medieval.org. Riceve infine la A Amadeus come miglior disco del mese.
Nel 2006 De labyrintho è l'unico ensemble vocale presente nel disco che celebra le sessanta edizioni di Musica e Poesia a San Maurizio, il più importante Festival italiano di Musica Antica, comparendo a fianco dei più noti protagonisti della scena musicale pre-classica con l'esecuzione dal vivo di Vultum tuum deprecabuntur di Josquin Desprez.
A gennaio del 2007 esce la quarta registrazione di De labyrintho, la prima non dedicata a musiche di Josquin: si tratta delle Prophetiæ Sibyllarum di Orlando di Lasso, enigmatica opera che mette in musica il fascino inesauribile delle profezie sibilline. Il programma è completato dal Magnificat composto sul mottetto Præter rerum seriem di Josquin, l'Officium natalis Christi e lo splendido mottetto In principio erat Verbum per un disco deicato totalmente al Natale. Anche questo disco viene accolto con grande favore dalla critica. ancora i 5 diapason di Diapason, le 4 stelle di Le Monde de la Musique, Highly Recommended dall'americano Fanfare, 5 stelle dal sito web tedesco Klassik.com, disco del mese per lo spagnolo Variaciones, Raccomandato da International Reconding Revue, e da All Music Guide, e riceve ancora la A Amadeus come disco del mese. Il programma viene presentato al Festival Cantar Lontano in un suggestivo concerto tenuto dentro le Grotte di Frasassi.
Nel novembre 2007 De labyrintho viene segnalato ai Klara MuzikPrijzen, prestigioso premio della Radio belga fiamminga come ensemble emergente.
Nel luglio del 2008 Prophetiæ Sibyllarum vince il Premio Amadeus 2008 come miglior disco di Musica antica dell'anno 2007.
A giugno dello stesso anno De labyrintho registra i Responsori del Sabato di Carlo Gesualdo.
Il 22 maggio 2009, dopo quasi otto anni di attività, finalmente De labyrintho debutta a Vicenza, la propria città, cantando i madrigali di Gesualdo sull'ineguagliabile palcoscenico del meraviglioso Teatro Olimpico palladiano, ne "L'avida sete", testo scritto e recitato da Sandro Cappelletto.
Nel luglio dello stesso anno Walter Testolin, invitato a Middelburg in Olanda al Festival Symposium "Josquin & the Sublime" organizzato dalla Roosvelt Academy dell'Univesità di Utrecht, presenta un suo lavoro di ricerca che riconosce in Josquin Desprez il soggetto del ritratto "Il Musico" di Leonardo da Vinci conservato presso la Pinacoteca Ambrosiana di Milano. De labyrintho è chiamato a tenere il concerto di chiusura del Festival, eseguendo alcuni tra i massimi capolavori del grande Maestro.
Nello stesso mese esce il quinto disco: Responsoria - Il Canto dell'Ombra con i Responsori del Sabato e due responsori per l'Ufficio dei defunti di Carlo Gesualdo da Venosa, registrazione alla quale partecipa il violista da gamba Vittorio Ghielmi che compone ed esegue per l'occasione quattro bellissime antifone per viola sola. Nell'ottobre 2009 il disco viene recensito dalla rivista Amadeus, ottenendo il riconoscimento A-Amadeus come miglior disco del mese...